Dietro a “The Convergence of the Twain” di Hardy, Brodskij vede la presenza de Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer: la nave e l’iceberg si scontrano per volere di una forza metafisica cieca priva di qualsiasi scopo ultimo, una forza che Brodskij chiama “l’essenza interiore del mondo fenomenico”. Di per sé, il suggerimento non è nuovo: che Hardy avesse o meno in mente Schopenhauer, la varietà di determinismo pessimistico di quest’ultimo gli è evidentemente congeniale. Ma Brodskij si spinge oltre e raccomanda al pubblico di leggere Schopenhauer, “non solo per via di Mr.

Da Stallone a Schwarzenegger il passo è breve, eccolo dunque sul set di Conan il barbaro (1982) di John Milius, poi paradossalmente, si ritrova persino in un film della saga di James Bond (che precedentemente aveva rifiutato): Mai dire mai (1983) con Sean Connery.Diretto dai grandi cineasti, anche italianiLa sua filmografia, pur senza Bergman, continua a essere comunque splendente e degna di lode, seppur costituita da caratterizzazioni: passa da Dune (1984) di David Lynch con Silvana Mangano al film biblico tv Samson and Delilah (1984) con Victor Mature, dalla commedia Hannah e le sue sorelle (1985) di Woody Allen con Caine al telefilm Quo vadis? (1985) di Franco Rossi, fino alla miniserie Cristoforo Colombo (1985) di Alberto Lattuada con la Dunaway.Capo della giuria del Festival di Berlino nel 1985, recita ancora con l’inglese Julie Andrews in Duet for one (1986) e arriva alla sua prima nomination all’Oscar come miglior attore protagonista per Pelle alla conquista del mondo (1987) di Bille August.La prima (e unica) esperienza come registaSarà lui stesso, nel 1988, a passare dietro la macchina da presa, firmando il suo unico lungometraggio: Katinka Storia romantica di un amore impossibile. L’esperienza non si ripeterà mai più, il mestiere del regista è molto più faticoso di quello dell’attore, per questo preferisce ancora una volta il secondo e quindi recitare perfino accanto a Robert De Niro e Robin Williams in Risvegli (1990).Un attore a cui piace lavorare in ItaliaDopo essere stato diretto da Roberto Faenza in Mio caro dottor Grsler (1990), porta al Piccolo Teatro di Milano “Aurora boreale” (1991), recital di poesie e brani di prosa svedesi e presta la sua voce come narratore di Europa (1991) di Lars von Trier.Un po’ di cinema e un po’ di teatroLa gloria e la fama di von Sydow non sembrano voler scemare nemmeno per un attimo. Negli anni Novanta, recita per Wim Wenders in Fino alla fine del mondo (1991) con William Hurt e Jeanne Moreau, ritrovando la Rampling nel film Time is Money (1994) e nella miniserie Radetzkymarsch (1995).