Si poteva anche intitolarlo “Elizabeth 2”, perché già nel 1988 lo stesso regista, con la stessa meravigliosa protagonista Cate Blanchett, avevano fatto un “Elisabeth” molto fortunato: ma il regno della grande sovrana d’Inghilterra fu così lungo (1558 1603), i suoi amanti furono così numerosi, che si potrebbe fare parecchi altri film (sinora sono una ventina, interpretati da attrici come Bette Davis, Glenda Jackson, Judi Dench, Helen Mirren).Questo film è diverso da tutti: il regista Shakar Kapur, 62 anni, indiano anglicizzato, ha un vero talento per la magnificenza dei cerimoniali del lusso e del potere, ricalcata sulla pittura d’epoca; e una certa banalità (derivante forse da estraneità e assunzione di luoghi comuni) nel racconto della Storia e dei personaggi.”Elisabeth The Golden Age” si occupa soprattutto della guerra di religione tra cattolici spagnoli e protestanti inglesi; e dell’amicizia della sovrana per sir Walter Raleigh, navigatore, esploratore, pirata. Elizabeth I Tudor era la figlia dichiarata illegittima di Enrico VIII e di Anna Bolena; il regista è ovviamente dalla parte della sua protagonista, però è strano che gli spagnoli, compreso il re, siano rappresentati tutti come personaggi risentiti e lividi, nerovestiti sempre, con croci e rosari tra le dita, accaniti nel chiamare la nemica Bastarda, mentre la figlia bambina del re gioca piantando spilloni nel corpo di una bambola rappresentante la regina inglese. Nello stesso modo, è piuttosto abusivo immaginare Maria Stuarda, alla quale gli uomini piacevano molto, costantemente inginocchiata in preghiera; e Walter Raleigh, che era un dandy con l’orecchino di perla simbolo della regina, come un muscolare bruno con baffetti alla Douglas Fairbanks o alla Errol Flynn.Ma Elisabeth è magnifica di splendore, fasto, regalità, e Cate Blanchett la recita benissimo: è lei a rendere il film divertente, affascinante, a suo modo grandioso..

Hold in the Greek of this verse is a present, active infinitive, meaning that the wicked are being kept where they are, captive continuously. This verse clearly refutes annihilation of the wicked after death as there would be nothing hold until the judgment day if they had no existence. Peter says the unrighteous are their punishment this phrase is interpreting a present, passive participle that indicates the unbelievers are being continuously tormented/punished.

John Dominic Crossan, historical Jesus’ scholar of the Jesus Seminar: ”What about heaven and hell, what about terminal rewards and punishments, what about eternity and the afterlife? Let me be very blunt: I refuse to accept heaven from a God who could invent hell’. He continues, ‘The God of hell is a divinity to fear but not to love, to dread but not to worship, and it is morally necessary to say that loudly and clearly’. He is emphatic: ‘Hell is an obscenity.